…. dice un vecchio adagio. Ed è davvero così: impariamo dai libri, dalle persone più competenti di noi, a scuola o all’università, ma impariamo anche dagli incontri che abbiamo, dagli scambi quotidiani che l’incontro con l’altro ci offrono. Possiamo quindi metterci ogni giorno, tutto il giorno, in una posizione di “apprendimento permanente”. In questo modo le differenze che ci sono, culturali, sociali, di esperienze, si rivelano una ricchezza che possiamo scoprire e che ci possono far crescere. Errori e fallimenti sono maestri severi che insegnano a chi desidera imparare. Per nulla facile ma in fondo molto semplice.
Ogni giorno al Punto d’Incontro incontriamo tante persone, alcune stanche e affaticate, altre desiderose di dare un senso più pieno alla propria vita. Hanno fame, ma non solo di cibo. Sfamare davvero chiede di offrire non solo cibo, ma anche opportunità di incontro e di apprendimento che possano aprire a nuovi orizzonti. Non è un caso che agli inizi della storia del Punto d’Incontro accanto alla mensa si pensò di offrire fin da subito occasioni di formazione e lavoro. Ci piace pensare che la nostra cooperativa anche oggi sia un organismo con due mani: una sfama il corpo e l’altra chiede di mettersi in gioco, di attivarsi e di dare forma al proprio destino. Queste due mani ci sono ancora: l’accoglienza e la formazione al Laboratorio. L’una senza l’altra sarebbe accoglienza monca. Tutti abbiamo due mani, una per dare e l’altra per chiedere: usiamole entrambe!
“Mi dai una mano?”
“Meglio due!”
