Si riaprono le porte della formazione e dell’inclusione. Grazie al sostegno del Fondo Sociale Europeo (FSE+), tornano i percorsi laboratoriali dedicati a giovani e persone in situazione di fragilità, con l’obiettivo di trasformare il “saper fare” in un ponte verso l’autonomia e il mondo del lavoro.
Tre strade per ritrovarsi
L’offerta formativa si articola in tre percorsi distinti, pensati per valorizzare inclinazioni e disponibilità diverse.
Il progetto si articola in diverse aree specialistiche: il percorso A Modo Mio – Cucina, della durata di 200 ore, si focalizza non solo sull’apprendimento delle tecniche di base della ristorazione, ma soprattutto sulla trasmissione della disciplina, dell’organizzazione e del valore fondamentale del lavoro di squadra.
Parallelamente, il percorso A Modo Mio – Verde di 200 ore utilizza la cura della terra e degli spazi aperti come un potente strumento di benessere e riscatto, permettendo ai partecipanti di sviluppare competenze concrete nella manutenzione e nell’orticoltura. Infine, il percorso
Leg(n)ami 2.0 propone un’esperienza più intensiva di 390 ore centrata sulla falegnameria: qui la trasformazione del legno e la lavorazione della materia prima diventano una metafora profonda di ricostruzione personale e professionale.
Per chi proviene da percorsi di vita frammentati o complessi, il laboratorio diventa uno spazio di libertà dove l’errore smette di essere un fallimento per trasformarsi in uno strumento di apprendimento. Qui, sbagliare un taglio o una ricetta non è un giudizio sulla persona, ma un passaggio necessario per imparare a ripartire.
In questo modo, l’inserimento nel mondo del lavoro non passa solo per la tecnica, ma per il riconoscimento del proprio valore intrinseco: il successo formativo non si misura solo in ore di presenza, ma nella riscoperta del proprio potenziale.
I dati dell’ultima edizione confermano la validità del progetto, dove più della metà degli iscritti ha completato il percorso con successo, un risultato straordinario se si considera il mosaico di complessità di cui è costituita la vita dei partecipanti.
Così, continuiamo: “A modo mio”, ma con il supporto di una comunità intera.
